ARTE TERAPIA

ARTE MEZZO DI ASCOLTO

Perchè? Cosa si intende per l’ “arte è un mezzo di ascolto” ? 

Premessa conoscitiva:
Piacere, mi chiamo Beatrice Sperindè, sono un artista e studio psicologia con specializzazione in psicologia dell’arte.
Studio, analizzo e vivo l’arte in collaborazione conscia e  inconscia con i due emisferi e con tutte le parti di me corpo e spirito.
Amo la scienza e amo l’ascolto.

Perchè l’arte è un mezzo di ascolto?

La creazione, l’arte e nello specifico la pittura sono una modalità di comunicazione primordiale.
Siamo partiti a elaborare le nostre capacità cognitive e a stimolarle attraverso l’arte.
L’arte fin dall’inizio era un mezzo di comunicazione tra gli uomini e tra un qualcosa che creava.

L’arte è una modalità ad orientamento dinamico che promuove l’utilizzo integrato dei codici espressivi pre-verbali e verbali: simboli universali inconsci e consci. Individuali e collettivi.

Una fruizione è continua e variabile, segue le nostre emozioni e degli stati dinamici.

L’arte è un ponte, una via che permette un passaggio e un’elaborazione: è un rito ancestrale.

La pittura individua attraverso la dimensione estetica, corporea e somatica degli strumenti di ascolto, trasformazione e comprensione.
Mezzo mano-braccio-mente che portano alla creazione e ricreazione.

L’arte è una sublimazione ovvero una nostra difesa e una proiezione, un trasferimento dei noi stessi verso ciò che compiamo o che guardiamo.

Questo atto risveglia, trasforma, elabora.

L’arte e l’uomo sono due materie dove c’è ancora molto da scoprire e sono in continua evoluzione. L’arte segue l’uomo, o forse l’uomo è guidato dall’arte.

La psicologia studia l’arte e la mente attraverso questi filoni:

  • La corrente psicoanalitica (a partire da Freud) studia l’artista e le sue personalità.
  • La psicologia della Gelstat, studia l’opera d’arte dal punto di vista percettivo.
  • L’ estetica sperimentale studia la misurazione dell’arte.
  • La neuroestetica la relazione tra arte, l’esperienza, il SNC e il sistema visivo.

Io mi considero molto eclettica, unisco a questi campi la mia pratica e il mio vissuto.

Io per prima ho vissuto l’arte come grande metamorfosi, come rito.
Ho utilizzato e utilizzo l’arte sul mio corpo e per mezzo del mio corpo. 

Mi ha condotto a una grossa elaborazione interiore e a un’enorme ascolto.

La pittura mi salva, mi aiuta ad uscire dai momenti bui e difficili. Quando sto bene normalmente non dipingo, in quei momenti studio e cerco è lì che la mia mente e il mio corpo sono molto produttivi.

Quando arriva il momento intenso e debilitante lì cado e nel momento peggiore la pittura mi salva: sublimazione, trasformazione, elaborazione.

Capire, ammettere e accettare queste mie sfumature è stato difficile, ho impiegato oltre trent’anni.
Ora cerco di prendere le misure, di accettarle e sfruttare i vari momenti.

Non sempre è semplice ma è possibile.

I miei quadri sono il prodotto di tutta la mia trasformazione.

Questo mezzo di ascolto e trasformazione è mio e di tutti.

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